Perchè una SaaS per il digital fundraising?

*Disclaimer: questo non è un articolo per esperti del settore IT, sviluppatori, IT nerds, ingegneri informatici o simili.

SaaS = Software as a Service, letteralmente software come servizio. È un modello di servizio del software applicativo dove un produttore di software sviluppa, opera e gestisce un’applicazione web, mettendola a disposizione dei propri clienti via Internet (previo abbonamento).

Devo ammetterlo, quando ho scelto iRaiser da cliente nel 2017 non sapevo cosa significasse Software as a Service. Anzi, vi dirò di più: è stato solo quando ne sono diventata country manager nel 2019 e ho letto per la prima volta questa descrizione sul nostro sito aziendale che mi sono davvero informata nel dettaglio su cosa volesse dire.
In realtà sapevo, conoscevo e usavo diversi software as a service, ma semplicemente non sapevo si chiamassero così: i software di invio email sono SaaS, i CRM sono SaaS, WordPress (su cui ho montato il mio blog personale) è un SaaS.
Google Gsuite è un SaaS, Salesforce, Hubspot, Dropbox, Mailchimp, Mailup, Slack.
Ma soprattutto PowerPoint, Excel e Word sono SaaS.

Insomma, la maggior parte dei software che permettono a chi non sa scrivere una riga di codice di fare circa il 90% delle cose che fa ogni giorno con il computer è un software creato a servizio

Spoiler: anche chi sa scrivere codice usa i SaaS.

Perché?
Semplicemente perchè, anche se sei il più bravo sviluppatore del mondo non puoi costruirti da solo un software per tutte le cose che ti serve fare. O meglio, tecnicamente lo puoi fare, ma probabilmente non ne vale la pena in termini economici e di tempo.

Il SaaS e il digital fundraising

Sarà capitato sicuramente a qualche fundraiser che legge, così come capitò a me nel 2014, di dover creare un form di donazione per la propria organizzazione: un checkout per raccogliere le donazioni online o digitalmente (senza un pos o contanti insomma).

Quando lo feci io, il processo fu molto lungo e articolato: 9 mesi, 3 uffici coinvolti (fundraising, comunicazione e IT), un fornitore esterno e la scelta di un gateway di pagamento.
Avevo fatto benchmarking, avevamo lavorato per avere il sistema integrato con il CRM (ed evitare quei temutissimi duplicati!), il lavoro di grafica era in linea con il resto del sito, avevo predisposto i ringraziamenti personalizzati per ogni progetto e metodo di pagamento (un lavoro infernale fatto su un file word!): ero soddisfatta, ma soprattutto potevo cominciare sul serio a raccogliere donazioni.

Spoiler: nonostante fossi soddisfatta, appena finito il lavoro, per fare fundraising su determinati progetti, avevo già bisogno di modificarlo.

Nei mesi successivi al completamento del processo infatti, alcuni progetti che volevamo finanziare erano cambiati, l’informativa privacy era stata modificata dall’ufficio legale, alcuni donatori lamentavano un form troppo lungo (“ma perchè devo darvi anche il codice fiscale?”), tutte le mail di ringraziamento dovevano essere aggiornate perchè era cambiato un riferimento che avevo messo nel p.s…
Ogni modifica, ogni adattamento richiedeva diversi passaggi con altri colleghi, con il fornitore esterno e altrettanti test (e per fortuna che io avevo fantastici colleghi che li facevano per me): insomma ogni modifica costava tempo, ma soprattutto denaro.

Per questo, quando ho visto iRaiser ho avuto l’illuminazione: potevo fare tutto da sola. Finalmente.
Tranquilli, anche io ho pensato che ci fosse sotto qualcosa, o meglio, che mi stavo tirando la zappa sui piedi: avrei dovuto fare tutto da sola, appunto.
Ma non appena ci ho preso la mano è stato tutto molto, molto più facile: potevo cambiare i progetti da sola, adattare le pagine di ringraziamento per ogni evento/progetto, correggere la privacy velocemente e aprire un nuovo form da sola mettendola online in meno di mezz’ora.

Ma cosa significa quindi usare una soluzione SaaS come iRaiser per il digital fundraising?

Significa poter adattare ogni form di donazione ad ogni singolo target/campagna senza doversi rivolgere a personale specializzato: basterà un fundraiser interno all’organizzazione formato all’utilizzo della piattaforma.

Vuoi cambiare l’immagine di sfondo per la campagna di Natale? Adattare la griglia di donazione a un target alto spendente? Fare un form più semplice e veloce per raccogliere sui social? Creare il form di donazione in linea con la grafica e la comunicazione della tua ultima campagna? Usare più metodi di pagamento? Modificare la privacy ogni volta che il DPO la aggiorna?
Potrai gestire tutte queste azioni (e molte altre) autonomamente e con pochi click. La formazione è ovviamente inclusa nel prezzo così come il supporto per tutta la durata di utilizzo.

Noi non siamo un’agenzia, non svilupperemo qualcosa di nuovo tutto da zero solo per voi, ma vi daremo in mano un prodotto che continuerà ad evolversi nel tempo e che sarete in grado di gestire da soli.
La piattaforma è totalmente white-label e personalizzata con il vostro look&feel, i vostri donatori non sapranno mai chi è iRaiser e voi li accoglierete “a casa vostra”.
Un prodotto sempre all’avanguardia, sempre nuovo e soprattutto sicuro.

Lavorare su un SaaS significa quindi avere un prodotto che si evolve e migliora nel tempo.
Il nostro team di sviluppatori lavora ogni giorno per implementare nuove funzionalità, migliorare quelle esistenti, garantire alti standard di sicurezza e rispetto dei dati. Noi lavoreremo per stare al passo con le novità tecnologiche: tu ne avrai i benefici.

Non è finita qui: iRaiser, se vuoi, si collega al tuo CRM e/o al tuo sistema di email marketing in diversi modi.

Ecco un piccolo riassunto dei pro e contro di utilizzare un prodotto SaaS per il digital fundraising:

AgenziaSaaS
Best practice del digital fundraisingOgni fornitore ha le sue conoscenze ma tu dovrai comunque guidarla.Lavorando con centinaia di non profit in settori e paesi diversi cerchiamo sempre di restare al passo con i tempi e aggiornare la piattaforma di conseguenza
FlessibilitàA seconda del budget, puoi potenzialmente avere tutto quello che vuoi (sottolineo: a seconda del budget)Essendo un SaaS ha dei limiti di personalizzazione, è come lavorare su un template che però è costruito su best practice consolidate (vedi primo punto). Ad es. non avere più step ma tutto in una schermata è una best practice.
Usando un Saas acquisti anche la conoscenza pregressa sull’argomento, risparmiando così il tempo che avresti impiegato per acquisirla autonomamente
ModificheLe si pagaLa stragrande maggioranza delle modifiche possono essere eseguite in autonomia
AggiornamentiLi si pagaGli aggiornamenti necessari sono inclusi nel canone
ComunitàEssendo un prodotto realizzato ad hoc, non hai una comunità di riferimentoEssendo utilizzato da più organizzazioni, esiste una comunità di utilizzatori. Se assumi un nuovo fundraiser, potrebbe già conoscere e utilizzare il SaaS, permettendoti di inserirlo più rapidamente nelle attività
Nuove esigenzeSe nascono nuove esigenze o modifiche, dovrai richiederle all’agenziaIl prodotto è sufficientemente flessibile da rispondere a quasi tutte le richieste. L’azienda Saas monitora costantemente le novità sul mercato (ad es. nuovi strumenti di pagamento) per offrire sempre il meglio
PrevedibilitàSe una volta lanciato il form hai delle nuove richieste, dovrà prevedere una quotazione a parte, il cui costo può non essere facilmente prevedibileGrazie al pagamento del canone, puoi sapere in maniera prevedibile i costi che sosterrai per il servizio

Ti piacerebbe approfondire l’argomento e saperne di più su iRaiser?

Francesca Arbitani
Country Manager – iRaiser Italia
farbitani@iraiser.eu