Fare fundraising online: l’esempio dei cugini transalpini

Nonostante i dati confermino una lenta ma inesorabile crescita del fundraising digitale, il metodo di donazione preferito dagli italiani rimane il contante (fonte ricerca Donare 3.0, Doxa). Sicuramente il terzo settore non fa altro che riflettere le abitudini e la cultura di un paese: anche negli altri settori infatti, e-commerce in primis, siamo il fanalino di coda dell’Europa e ci posizioniamo terzultimi davanti solo a Romania e Bulgaria.

Solo il 29% degli italiani compra su internet e solo il 27% dei donatori dichiara di donare online. Perchè? Quali sono le barriere che rallentano la diffusione del digitale nel nostro paese? In un mondo in cui le FANG’s (Facebook, Amazon, Netflix e Google) hanno trasformato il mondo in cui viviamo possiamo permetterci di non seguire il cambiamento?

Queste sono sicuramente domande che non troveranno una facile e pronta risposta anche perché pongono in primis una risposta che prevede un’altra domanda: gli italiani non donano online perchè non vogliono o perché i sistemi tecnologici delle organizzazioni non profit non glielo permettono/non li incentivano? 

Per poter ragionare sugli scenari che ci attendono, vi invitiamo a guardare un po’ più lontano (ma senza allontanarci troppo) per prendere ispirazione

Non c’è bisogno di attraversare oceani e mari infatti, per studiare le case history sul digitale: i cugini d’oltralpe da qualche anno stanno utilizzando sempre di più strumenti digitali per raccogliere fondi. 

Tra i protagonisti di questa scia di innovazione, in Francia, ci sono numerose istituzioni religiose di diverse confessioni: dei nostri 82 clienti in Francia, 33 sono organizzazioni religiose che hanno attivato la nostra piattaforma per raccogliere donazioni online

Tra questi Secours Catholique, i frati Domenicani di Francia e l’Ordine di Malta ma anche 19 su 93 diocesi francesi (come ad esempio la Diocesi di Avignone) e il collettivo contro l’islamofobia francese hanno digitalizzato il processo di raccolta fondi e lanciato campagne a sostegno dei loro progetti. E a beneficiarne non sono stati solo i donatori, che ora dispongono di un metodo più semplice, rapido e sicuro per sostenere le loro cause, ma anche le organizzazioni stesse, che oltre a raggiungere pubblici nuovi possono godere degli altri vantaggi che derivano dal digitale. Un esempio? L’abbattimento dei costi di gestione e una maggiore rapidità nella gestione dei processi, entrambi derivanti dalla riduzione delle procedure amministrative necessarie per processare una donazione.

Il benchmark 2017-2018 che abbiamo realizzato confrontando i dati aggregati dei nostri clienti francesi registra che la frequenza delle donazioni verso questo tipo di organizzazioni è di 1,4 donazioni all’anno. In questo campo il primato rimane del settore ambientalista/animalista ma il quello religioso si posiziona comunque al di sopra della media generale. 

Dove migliorare? Nonostante lo sforzo, quello confessionale è il settore che registra il numero minore di donazioni da mobile, ma vediamo il bicchiere mezzo pieno: c’è ancora ampio margine di crescita. Infatti, CCFD Terre Solidaire, associazione cattolica nata nel 1960 su ispirazione di Papa Giovanni XXIII, sarà una delle prime organizzazioni francesi a integrare Apple Pay. Inoltre, le cifre raccolte online rimangono comunque considerevoli: in totale i nostri 33 clienti del settore religioso/confessionale hanno raccolto 2,16 milioni di euro nel 2018 e 2,7 milioni nel 2017.

E chissà cosa succederà nel 2019.

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